Sono una mamma troppo ansiosa? Ruminazione e relazione affettiva

Le mamme disturbate da pensieri negativi, ripetitivi ed intrusivi derivanti da problemi di vario genere rischiano di avere rapporti qualitativamente peggiori con i propri figli, come mostra una nuova ricerca condotta dai ricercatori dell’Università di Exeter (Regno Unito) pubblicata sul Journal of Child Psychology and Psychiatry.

Lo studio

Lo studio ha voluto indagare quale correlazione ci potesse essere tra ruminazione eccessiva  -definita come la presenza di pensieri ripetitivi, prolungati e ricorrenti circa le preoccupazioni su di sé e sulla propria esperienza- ed  interazioni con il bambino in giovani madri,  a prescindere da quanto sia basso l’umore materno.

I ricercatori dell’Università di Exeter hanno osservato, separatamente, 79 madri (39 con umore deflesso e 40 del gruppo di controllo) e i relativi figli di età compresa tra i 3 mesi e 1 anno di età, i quali sono stati reclutati tra i visitatori delle comunità, i pazienti degli ambulatori medici, le partecipanti ai gruppi madre-figlio.

I risultati hanno confermato come la ruminazione danneggia, in modo causale, la sensibilità materna e tutte le madri indotte a ruminare sui loro problemi hanno dimostrato ridotta sensibilità verso i figli, che si manifesta in maniera differente da soggetto a soggetto. Ad esempio, alcune madri in seguito alla ruminazione avevano meno contatti visivi con il loro bambino e non lo confortavano in situazioni stressanti, alcune, invece, sceglievano un’attività da fare con il figlio che non era appropriata per la sua età oppure parlavano con il bambino utilizzando un tono di voce piatto o basso.

 

Tester-Jones, M., Karl, A., Watkins, E., & O’Mahen, H. (2016) “Rumination in dysphoric mothers negatively affects mother–infant interactions”. Journal of Child Psychology and Psychiatry. DOI: 10.1111/jcpp.12633
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2017/01/ruminazione-interazione-madre-bambino/